Internazionalizzazione

Turismo internazionale: passaporto sanitario, voli covid free e nuove tendenze

Con il green pass l'Italia riapre ai turisti vaccinati, Draghi: "Il mondo vuole viaggiare in Italia e l’Italia è pronta a ridare il benvenuto al mondo"

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Turismo internazionale: passaporto sanitario, voli covid free e nuove tendenze

L'Italia ha riaperto i confini ai turisti vaccinati e con il green pass europeo in via di definizione il settore si prepara a riaprire al turismo internazionale. Punti di svolta per tornare ad accogliere perché, secondo il premier Mario Draghi "far ripartire il turismo italiano è una priorità in questo momento. Il mondo vuole viaggiare in Italia e l’Italia è pronta a ridare il benvenuto al mondo" aveva detto in occasione del G20 del Turismo. Un sospiro di sollievo per il settore che, secondo l'ultimo rapporto dell'Enit, prima del Covid pesava per circa il 13% del Prodotto interno lordo e che ha sofferto una crisi costata 28 miliardi di euro al nostro Paese (1,5 punti di Pil). Secondo il ministro del Turismo Massimo Garavaglia prioritario è "ripristinare la fiducia nei confronti del turismo internazionale". "Siamo fiduciosi - prosegue - sarà una grande estate, ora i turisti stranieri possono tornare" ha detto durante un intervento online agli Stati generali del Turismo di Sorrento.

In Italia hanno iniziato ad atterrare i primi voli Covid free e ci sono controlli sanitari alla frontiera con tamponi rapidi. Iniziative applaudite da Willie Walsh, il direttore generale della Iata, associazione internazionale che conta il 93% delle compagnie aeree mondiali. In un'intervista recente, pubblicata sul Corriere della Sera, Walsh aveva espresso soddisfazione per la decisione europea di aprire le frontiere e di procedere con il green pass comunitario. Secondo uno dei massimo esperti del trasporto aereo servono non solo passaporto sanitario, ma anche piattaforme digitali in grado di tracciare l’avvenuta immunizzazione, "come il nostro 'Travel Pass' che conta già 113 compagnie aeree che hanno adottato o vogliono adottare l’applicazione della Iata, più una decina di Stati che l'accettano mentre con altri 30 siamo in fase di discussione". Su come si sta comportando il nostro Paese, Walsh usa parole d'apprezzamento: "l’Italia ha fatto delle cose davvero intelligenti e vorremmo vederlo anche altrove".

Non si possono riportare i turisti stranieri sul territorio se non si passa l’esame sulla sicurezza. A fine maggio il Parlamento europeo aveva ufficialmente approvato l’accordo per l’adozione del Digital Green certificate e, secondo quanto dichiarato dalla Commissione Ue, il lancio ufficiale dovrebbe avvenire il primo luglio, al termine della fase di sperimentazione e ratifica. Il lasciapassare europeo, gratuito e accessibile a tutti, è ancora in fase di sperimentazione in Italia e in altri 15 Paesi dell'Ue. “Stiamo mantenendo fede al nostro impegno di introdurlo entro l’estate”, aveva dichiarato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. La validità del green pass però ha una scadenza. La validità della certificazione verde per i vaccinati Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson è stata portata a nove mesi, per chi ha fatto AstraZeneca dura quasi un anno. Chi è guarito dal Covid può ottenere un pass che dura sei mesi, a partire dalla data dell’avvenuta guarigione. Infine, chi non è vaccinato e non ha avuto la malattia potrà sì viaggiare, ma dovrà sottoporsi a un tampone che, se negativo, gli darà libertà di movimento per sole 48 ore dal momento in cui è stato effettuato.

Si alle riaperture rapide e sicure, ma i programmi turistici e l’aiuto alle strutture ricettive devono essere altrettanto prioritari. Secondo la presidente di Fedeturismo Marina Lalli il settore adesso ha anche l’occasione di reinventarsi in una nuova veste: digitale, virtuale, aggiornata. "Quello che si richiede oggi al settore turistico - spiega in una recente intervista - è di ripensare l'idea stessa di viaggio. Il turismo smart, i dati, l'intelligenza artificiale, la domotica in hotel, l'assistenza tramite chatbot, la realtà aumentata sono alcuni strumenti che potranno dare impulso al rilancio di un settore pesantemente danneggiato, in cui il digitale può costituire un modo per interpretare e rispondere ai segni del cambiamento e alle esigenze del turista". "Le risorse digitali - ha aggiunto Lalli - possono facilitare anche lo sviluppo sostenibile delle aree turistiche, migliorandone l'accessibilità, favorendo coesione sociale, accrescendo forme di governance partecipate, elevando la qualità della vita delle comunità locali, nel rispetto dei principi di economicità del business e del capitale naturale. Sarà proprio sulla velocità di reazione che si determineranno i nuovi assetti e la competitività futura dei diversi Paesi".

Un anno dopo la brusca interruzione dei viaggi nel mondo, American Express ha rilasciato le sue ultime ricerche sui sentimenti dei viaggiatori. Nei sette mercati principali tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Canada e India il 76% degli intervistati sta attivamente creando liste dei desideri su dove vogliono andare e l'87% lo sta usando come motivazione. Sul "quando" possono viaggiare - il 65% afferma che o farà solo dopo il vaccino - il 61% ha dichiarato che sta pianificando di spendere di più per un viaggio di quanto avrebbe normalmente fatto, mentre il 78% sta cercando di includere la componente benessere per alleviare lo stress dell'anno passato. Dopo lo stop forzato del 2020, c’è voglia di tornare a viaggiare e di fare nuove esperienze, ma cambiano le esigenze e le abitudini di acquisto. Lo dice l’ultima ricerca di Expedia Group, intitolata ‘Cosa vogliono i viaggiatori nel 2021’. Per quanto riguarda le destinazioni, si cercano mete raggiungibili in auto e vicine a casa. Quasi la metà degli intervistati (45%) è in cerca di una vacanza al mare nei prossimi 18 mesi, mentre più di un terzo (36%) preferirebbe le grandi città. Le piccole località sono invece l'opzione più attraente per il 33% degli intervistati.

Ma dove vogliono andare i turisti internazionali dopo la pandemia?

Secondo Forbes, per molti le destinazioni principali sono località con un'alta reputazione culinaria, poiché i viaggi del food and wine non solo sono in ripresa negli ultimi anni, ma non hanno mai mostrato segni di cedimento. Per il 62% degli intervistati dall'autorevole rivista, il principale focus sul prossimo viaggio è proprio la ricerca dell'enogastronomia di qualità. Per i viaggiatori internazionali sarà fondamentale la sicurezza della destinazione, ma anche un'offerta di viaggio rigenerativo, più sostenibile secondo Destinationdeluxe.com. I viaggiatori ritengono che il settore debba offrire pacchetti fuori stagione più attraenti, proponendo destinazioni alternative per prevenire il sovraffollamento nei mesi di alta stagione. Tra i principali servizi ricercati, alcuni giudicati essenziali come la velocità nel wi-fi per lo smart working, politiche di plastic free e di riciclo, semplici endorsement legati al piacere come escursioni, aria pulita, natura e relax, per poter ritrovare esperienze semplici, più rurali e fuori dai sentieri battuti, da vivere all'aria aperta, per ritrovare quelle abitudini sane, semplici e genuine che la pandemia ci ha fatto riscoprire e riapprezzare.

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