Sostenibilità

DALLA BIODIVERSITÀ STELLATA ALLE VIGNE URBANE

La scommessa di un turismo non solo sostenibile, ma più responsabile, è un'occasione di ripartenza che molte Regioni e città italiane stanno facendo propria

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DALLA BIODIVERSITÀ STELLATA ALLE VIGNE URBANE

Uno dei lasciti della pandemia è la crescente attenzione dei viaggiatori verso soluzioni sempre più sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale. I turisti del gusto sono alla ricerca di nuovi punti di riferimento, per scoprire il patrimonio storico e naturalistico, ma anche il folklore, la cultura, oltre all’enogastronomia e all’artigianato.  Negli ultimi due anni si sono accentuate alcune tendenze già in atto e se ne sono presentate di nuove, rispetto a un denominatore comune: i viaggi sono (e saranno) sempre più sostenibili. Una conferma arriva dai dati del rapporto 2020 della Fondazione UniVerde, secondo cui questa forma di turismo è considerata la più sicura nella fase post-Covid dal 74% degli italiani (mentre per il 71% è quella eticamente più corretta e per l'84% anche come un'opportunità di sviluppo economico).

La scommessa di un turismo non solo sostenibile, ma più responsabile e rispettoso dei luoghi, è un'occasione di ripartenza che molte Regioni e città italiane stanno facendo propria. Tra queste c’è il Veneto, che ha messo a punto una sua personale ricetta, il cui principale ingrediente sono i siti Unesco regionali, traendo spunto dall’idea di abbinare allo sviluppo turistico massima attenzione nei confronti del territorio e dell'ambiente. Diversi Comuni veneti inoltre hanno aderito alla Carta Europea del Turismo Sostenibile, promossa dalla Regione grazie a 370 mila euro di fondi europei e rivolta alla promozione del turismo lento e sostenibile lungo tutta la costa Adriatica.

La conoscenza del valore della biodiversità è al centro di concrete strategie innovative di diverse amministrazioni pubbliche. Per migliorare la qualità di vita delle popolazioni, e lo sviluppo dei territori e dei sistemi economici e sociali - attraverso la cooperazione che coinvolge economia, ambiente e servizi ai cittadini - sono nati alcuni progetti nazionali e internazionali. Di recente in Piemonte ne sono stati approvati sei, uno dei quali (“Alcotra”) si prefigge di migliorare la qualità di vita delle popolazioni e lo sviluppo sostenibile dei territori e dei sistemi economici e sociali transfrontalieri, attraverso la cooperazione economica, ambientale e dei servizi ai cittadini. Tra questi c’è il progetto “Biodiversità stellata”, che durerà fino al marzo del 2023 e che coinvolge le Regioni Piemonte, Auvergne-Rhône-Alpes e Valle d’Aosta. Creato dal Comune di Alba (Cuneo), che è capofila insieme ai Comuni partner di Bourget-du-Lac, La-Motte Servolex, Cogne e il Gal Langhe Roero Leader, ha ricevuto un finanziamento di 365 mila euro (Fesr) e mira a sensibilizzare sul tema del rapporto tra biodiversità e nutrizione. Cittadini e turisti, che scelgono questi territori per il “buon vivere”, spesso ignorano l’interdipendenza tra il loro agire e gli impatti che ne conseguono. Per questo i promotori del progetto hanno messo a punto politiche e azioni di governance, per valorizzare il saper-fare territoriale attraverso un format di sensibilizzazione e responsabilizzazione sul tema della biodiversità alimentare. Il format si pone come obiettivo il coinvolgimento degli attori della filiera della ristorazione e gli operatori turistici locali, per accrescere le competenze e responsabilizzare chi vive e visita il territorio. La filosofia di fondo è il "Thinking globally, acting locally” (Pensa globale, agisci locale).

Lungo il cammino del turismo sostenibile, la città di Siena invece ha avviato l'iter per diventare la prima città d'arte in Italia a ottenere una certificazione internazionale di turismo sostenibile secondo i criteri del Global sustainable tourism council, organismo internazionale nato dalla spinta del Programma delle nazioni unite per l'ambiente (Unep) e dell'Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), per promuovere la sostenibilità e la responsabilità sociale del sistema turistico. Anche il parco nazionale del Vesuvio può fregiarsi della carta europea per il turismo sostenibile per il quinquennio 2021-2025. Il riconoscimento è stato conferito all'ente dal presidente di Europarc Federation, Michael Hošek, nell'ambito degli ''Award of european charter for sustainable tourism in protected areas''.

Il valore dell'esperienza delle vigne in città, come strumento di promozione del turismo sostenibile, è stato al centro di due panel organizzati nel Padiglione Italia dell’Expo Dubai, che si è svolto dal 28 febbraio al 3 marzo 2022. Nell'ambito del Regional Day dedicato al Piemonte, tra i protagonisti c’è stata l’Urban Vineyards Association (Uva), l’associazione delle Vigne Urbane nata pochi anni fa a Torino e in poco tempo cresciuta con l’adesione di cinque vigneti sorti in diverse città estere. È stato illustrato un nuovo modello di turismo e di sviluppo sostenibile per lo spazio cittadino, in vista della conferenza mondiale sull'enoturismo che si terrà a settembre 2022 in Langhe Monferrato Roero, dove tutto il mondo parlerà di enoturismo.

Per il turismo sostenibile è il momento di passare dalla teoria alla pratica. A conferma di ciò uno studio che Booking.com aveva realizzato l'anno scorso su un campione di 30mila suoi utenti di 30 Paesi. La nota piattaforma di online travel aveva lanciato il “Badge per i Viaggi Sostenibili”, iniziativa inedita rivolta a tutte le strutture ricettive (dagli appartamenti ai b&b, case vacanze, hotel, resort e anche le case sugli alberi) che abbiano implementato una serie di pratiche per raggiungere lo status di destinazione di sostenibilità. Tema caldo, quello degli alloggi con bollino “green”, perché nonostante siano nei pensieri di oltre l'80% dei viaggiatori in partenza nel 2022, gli ostacoli non mancano.

Da un recente sondaggio effettuato su 1000 italiani e pubblicato in un recente articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore, oltre 500 persone hanno confermato di aver ricevuto dalla pandemia lo stimolo per viaggiare in futuro in modo più responsabile per l'ambiente: il 79% vuole vivere esperienze autentiche e rappresentative della cultura locale e il 92% pensa sia cruciale aumentare il livello di conservazione del patrimonio culturale della Penisola. Tre viaggiatori su quattro vorrebbero evitare destinazioni a rischio di sovraffollamento e contribuire allo sviluppo delle località meno visitate, ma il 57% di loro ha confermato di non aver soggiornato in una struttura sostenibile negli ultimi 18 mesi, mentre il 31% non sapeva nemmeno che esistesse questo tipo di opzione e il 34% non le ha trovate come meta del proprio viaggio. Nonostante questo, il cammino verso la sostenibilità turistica è tracciato, come lo sono le strade da percorrere e su tutto il territorio nazionale si moltiplicano le iniziative che vanno nella giusta direzione.

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